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Come nasce il progetto

Varese Ranieri
Varese Ranieri Università degli studi di Ferrara

Nell’anno accademico 2010-2011 il Dipartimento di Scienze Storiche e il Dottorato in scienze e tecnologie per l’archeologia e i beni culturali dell’Università di Ferrara presentarono alla Fondazione Cassa di Risparmio della città un progetto triennale che aveva il duplice scopo di riaprire linee di ricerca sulla produzione della ceramica ferrarese, sulla sua conoscenza, sul collezionismo e la formazione di tecnici e studiosi, di competenze, che potessero radicarsi su questi temi.

La Fondazione Cassa di Risparmio, la quale è proprietaria di una ricca collezione di ceramica, riconobbe il progetto e ne divenne partner. Non unico esempio di sinergia fra lo Studio estense e la Fondazione bancaria.

Le numerose campagne di scavo, promosse dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici e dai Musei Civici, i rinvenimenti occasionali hanno prodotto una massa di materiale ancora solo parzialmente studiato. Alcuni temi, come quelli del collezionismo, del mercato, della individuazione delle botteghe, erano e sono ancora quasi assenti.

Il progetto prevedeva: l’aggiornamento della carta archeologica, la raccolta dei documenti relativi alla produzione; la individuazione delle opere ferraresi nelle raccolte pubbliche, la creazione di strumenti di lavoro.

Obiettivo era la ricostruzione della produzione, la individuazione delle botteghe, il mercato, la commercializzazione, la catalogazione dei decori. e delle opere, le tipologie, dalle targhe ceramiche alle sculture, dalla produzione conventuale a quella per uso laico, il collezionismo, il repertorio delle opere di produzione ferrarese presenti in collezioni pubbliche.

I risultati dovevano essere resi noti nei modi previsti e utilizzati dalla comunità scientifica.

Parallelamente veniva acceso un contratto per l’insegnamento di Storia della ceramica presso l’allora Facoltà di Lettere; insegnamento coperto nel triennio dal professor Giancarlo Bojani e finanziato dalla Fondazione insieme a una borsa per il XXV ciclo di dottorato della quale risultò vincitore il dr. Giacomo Cesaretti.

Dedicarono il lavoro di dottorato alla ceramica ferrarese, Irene Galvani, XXII ciclo, e Lucia Bonazzi, XXIV ciclo.

Le tesi sono depositate e consultabili presso l’Università di Ferrara.

  • Irene Galvani, La rappresentazione del potere nell’età di Borso d’Este: ‘imprese’ e simboli alla corte di Ferrara.
  • Lucia Bonazzi, Origine e sviluppo del collezionismo di ceramica graffita ferrarese.
  • Giacomo Cesaretti, Nuovi dati per una storia della ceramica graffita tardomedievale a Ferrara. Materiali della US 1050 di piazza municipio e della collezione Carife.

Un gruppo di lavoro informale, composto dal prof. Ranieri Varese, docente nel dottorato, prof. Giancarlo Bojani, docente Università di Ferrara, dr. Chiara Guarnieri, Soprintendenza ai Beni Archeologici, dr. Maria Teresa Gulinelli, direzione Musei Civici ha sorretto e guidato i dottorandi per tutto il tempo del lavoro.

I dottorandi hanno partecipato, con comunicazioni ed interventi sui temi della loro ricerca, a convegni e lavori collettivi. Insieme hanno curato il volume Ceramica graffita ferrarese. Materiali per una bibliografia ragionata, apparso presso la casa Editrice ‘Le Lettere’, nel 2011, con il sostegno della Fondazione Carife. Uno strumento di lavoro essenziale e necessario che per mantenere la propria utilità ha bisogno di aggiornamenti annuali.

Hanno inoltre lavorato alla schedatura e catalogazione di parte del materiale ceramico di proprietà della Fondazione.

Il progetto non ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati. E’ necessario ora, sulla base dei risultati raggiunti, una verifica ed una ridefinizione del lavoro ancora da compiere.

Il rapporto di collaborazione fra Università e Fondazione va rafforzato e allargato a comprendere altri studiosi e soggetti istituzionali.

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